XTERRA Malta: vincono il portoghese Rui Dolores e Maria Doring. Dramma Wasle.


Rui Dolores (davanti) saluta Francois Carloni nel trail

Golden Bay (Malta): terzo giro, terzo gettone per l’XTERRA European Tour che attera in territorio maltese confidando nella buona sorte per quel che riguarda il meteo. Se in Europa e in Italia le condizioni sono a dir poco epiche per quel che riguarda il periodo, a Malta, invece è quasi estate. Quasi, perché in tutti i casi le temperature non sono comunque alte, il mare ancora sotto la temperatura stagionale media e il vento, beh il vento soffia, d’altronde è un’isola no?

Tutto ciò però a Nathan Farrugia e il suo team non comporta nessun problema particolare. La location è rodata, i percorsi seppur leggermente diversi rispetto al passato sono conosciuti e da tutta Europa arrivano tanti atleti convinti di trascorrere comunque un gran weekend di sport e sole. Ecco, il sole la mattina di sabato, durante le fasi della partenza, ha deciso di nascondersi per poi tornare fuori a metà gara e splendere all’arrivo fino a sera inoltrata.

Tantissimi gli italiani in gara, pochi i Pro. Ciò abbiamo fatto fatica a spiegarcelo sinceramente. Location e periodo perfetti per una gara fuori dall’Europa, quella sulla “terra ferma”, economica, collegata benissimo da qualsiasi capitale europea, percorsi tecnici, veloci e scenari stupendi. Chissà, chissà dove erano tutti. Glielo chiederemo a Garda, forse.

Il menù di giornata prevedeva classico 1500 in mare aperto, poca onda, fondale sempre ben visibile e anche poca corrente. Uscita di circa 100 metri e ritorno in acqua per due giri che precedevano una bella scalinata come cocktail di benvenuto in zona cambio. Garmin, uno degli sponsor della manifestazione, impazziti fin dalle prime rampe. La mtb non prevedeva dislivelli molto importanti ma ciò non ha di certo significato che si potesse gestire e portare a casa con facilità. Oltre 30 i km da percorrere sul terreno “classicamente” sassoso maltese, tra su e giù spaccagambe, tratti non pedalabili di portage, e tratti in cui il vento spostava la bici come una bandiera bianco rossa issata. Tutto ciò portava ad imprevisti continui, forature, rotture di cerchi, abbandoni eccellenti tra i pro ma anche tanta adrenalina. Il trail? Beh, dobbiamo ammettere che è stato uno dei tracciati trail più belli in assoluto del circuito europeo. Asfalto? Zero virgola, sterrato, salite ripide tra le scogliere, panorami mozzafiato. Allerta continua, fondo “scassato” e infido, pericoli da evitare ovunque conditi da tratti controvento che avrebbero necessitato di casco da crono.

Roth, Jens Roth nuota come da par suo, d’altro canto non è certo una novità che sulla sua scia ci si potrebbe surfare. Dietro si dannano l’anima Carloni, Rui Dolores, Lehmann, Lauryssen; qualcuno lo tiene a debita distanza, qualche altro invece lo vede andar via senza poter nulla. La frazione di mtb vede il ricongiungimento su Roth di Rui Dolores e Carloni, protagonisti di diversi errori di percorsi. Su questo c’è da aprire una parentesi. In tanti hanno sbagliato percorso, in mtb in particolar modo. La segnaletica in alcuni punti non era effettivamente ben visibile. La conformazione del territorio in alcuni punti non permetteva di poter essere ben visibile ma si potevano e dovevano trovare soluzione adeguate al caso. E’ la frazione di corsa però che decreta Rui Dolores vincitore con 42,39 che non lascia scampo a nessuno. Carloni chiude a circa un minuto e Roth a circa 2 dal vincitore perdendo ben 3 minuti nella terza frazione.

Maria Doring: al posto giusto nel momento giusto.

Dramma sportivo invece nella gara delle donne quasi totalmente “denigrata” da tutte le pro europee e mondiali. Tornava a correre Carina Wasle dopo l’infortunio al ginocchio e sinceramente non si avevano dubbi su chi potesse vincere la gara invece…Invece a Carina capita ciò che è successo anche al nostro Andrea Zanenga, protagonista di un’ottima frazione di nuoto, a Lauryssen e a tanti age group; fora e nel tentativo di riparare la sua gomma posteriore cade nella trappola del panico non riuscendo a rimettersi in pista. Stoica, trascina la bicicletta in t2 spingendola per 20 km, 20, 20 km e conclude la gara in terza posizione dietro a Maria Doring e Klimkova.

Rui Dolores

Come siamo soliti fare e come abbiamo già fatto con la prima nostra trasferta cipriota, facciamo un’analisi di ciò che ci è sembrato l’evento. Sui percorsi ci siamo già espressi. La gara, signori è entusiasmante, bella se con bella si può descrivere qualcosa che ti porti dentro e ti rimane nel tempo. I tracciati oggettivamente ci sono piaciuti davvero molto. Un po' meno come abbiamo detto la segnaletica. Ottimo il dispiegamento di forze sul percorso anche se a volte alcuni sono sembrati un po' troppo timidi nel dirigere le operazioni di “traffico” e segnaletica, ma nulla assolutamente di grave. Ci è sembrata un po' povera la location e non intendiamo il lussuoso albergo che ha ospitato le operazioni negli anni scorsi ma il parcheggio adibito a zona cambio e logistica, molto anonimo secondo noi e soprattutto senza atmosfera da vero XTERRA. Bisogna lavorare su questo e cioè sul rendere un evento non solo epico nella corsa ma anche nel contorno come si abituati a vivere questi eventi in Europa. Il post gara invece da top class. Il signore che “spillava” la birra non ha avuto tregua per almeno 2 ore per fornire integrazione di luppolo a fiumi. Acqua e integratori salini a volontà. A sorpresa ottimo anche il pasta party finale con due soluzioni di primi piatti, volendo anche da bis, tris da chi ha bruciato qualche migliaio di calorie.

Ci sentiamo di dire che manca poco caro Nathan, manca poco per rendere l’evento un “must” dell’European tour, si può davvero fare. Mancava forse qualche partecipante in più che potrebbe spingere sponsor e aziende ad investire nell’evento e farlo salire di categoria.


Work for 2020, noi, non si mancherà.


Emanuele Iannarilli

Cross-Tri


Photo Credit: Steffi De Martino, XTERRA Malta.

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