XTERRA Italy Lake Scanno: il cross, gli orsi, l'atmosfera...la sofferenza, la gloria.


Jovè Riart. Pic credits: Antonio Allegritti

Si narra che l’XTERRA a Scanno sia il più duro in Europa, forse al mondo. Negli ultimi anni, qualche tappa europea l’abbiamo fatta e anche se siamo di parte, amiamo Scanno alla follia, dobbiamo oggettivamente ammettere che Scanno è quella gara in cui finisci le motivazioni a cui attaccarti per portarla a casa, per andarti a guadagnare la medaglia. Le finisci perché tolta la frazione in acqua che, fino a prova contraria è uguale per tutti, le rimanenti due frazioni sono senza ombra di dubbio le più toste in assoluto. Si narra anche, a furor di leggenda, che la prima frazione, gelosa della durezza della seconda e della terza, giri vortici nel lago per rendere anch’ella epica la nuotata. Si narra perché, per fortuna, non è vero, forse, almeno.

Le leggende, i racconti sulla tappa scannese si rincorrono da 7 anni da quando tale Wolf portò a Scanno l’unica tappa XTERRA italiana dopo le fortune sarde e qualche altra apparizione locale. Da allora, la torcida aumenta, la folla grugnisce incitamenti e gli atleti cercano in Scanno, nel territorio, nel cibo, nel clima, nel borgo, il conforto che non avranno in gara. Perché è vero che i volontari, i ristori, la gente ti incita e ti sprona dal primo all’ultimo chilometro ma chi corre sei tu e loro possono gridare quanto vogliono, ma se non ne hai, non saranno le voci urlanti, festose e rilassate a farti muovere i tuoi passi verso il ritorno al lago.

Carloni, Dafflon, Ruzafa, Barazzuol. Photo: Dafflon

L’edizione 2019 chiude un trittico unico al mondo. Garda, Sicilia e Scanno rappresentano una nuova ed interessante linea che XTERRA intende percorrere per promuovere il cross triathlon. Due distanze full e sprint e una Long, il nuovo format che intende premiare coloro che hanno capacità fisiche elevate ma meno tecnica.

Scanno è Scanno ed è davvero semplice tesserne le lodi. E’ bella di suo, non ha bisogno di essere “pavoneggiata” ulteriormente. E’ un connubio fatale tra terra, acqua, cielo, clima, cibo, animali, aria, libertà. Salendo dalle gole del Sagittario senti crescere l’ansia da gara che sparisce magicamente quando entri nei vicoli e ad ogni angolo immagini una cartolina. Un vaso, un anziano, una vecchia porta, un palazzo ristrutturato o uno vecchio. Una fontana, un sentiero e l’aria montana che si intreccia con leggende di Orsi Marsicani che a Scanno ci vivono. Si, ci vivono. Ai confini con il Parco Nazionale d’Abruzzo dove si conta ce ne siano circa 50, allo stato libero, incontaminato. Ogni tanto fanno capolino anche tra i muri della città ma si tengono lontani, chiedono rispetto e l’Abruzzo glielo regala. Un cartello in entrata e in uscita dal paese recita: “La velocità uccide gli orsi e voi stessi, rallentare.” Chissà se chi lo ha scritto nella sintassi ha volutamente voluto mettere la vita degli orsi prima della nostra. Ciò che è però importante è che a Scanno, in Abruzzo, si ha rispetto, molto per gli Orsi e per gli animali che popolano il parco in generale, lupi compresi. Si narra, ma questa non è leggenda, che in un’edizione XTERRA di due anni fa, dunque non 20, sul percorso bike venne avvistato un orso proprio qualche prima dello svolgimento della gara.

Da orsi a orsi il passo è breve. Dall’animale all’appellativo “orso”, che “codifica” colui che ama stare da solo e non ama molto socializzare, il passo è breve e il triatleta un po' orso lo è. Nuota spesso da solo, magari all’alba, corre spesso da solo, magari di notte, pedala spesso da solo. Gli orsi non si offenderanno e neanche noi, in fondo, l’orso, è un gran bell’animale.

A Scanno, oltre a quelli liberi di gironzolare nel parco ne sono arrivati a centinaia di orsi. Li abbiamo accolti dal sabato pomeriggio organizzando insieme a XTERRA Italy e Endurance Training un aperitivo nel quale abbiamo spillato 100 litri di birra, fatto assaggiare qualche chilo di mozzarella di bufala proveniente direttamente dalle sedi dell’Aurora Triathlon, team amico, ciambelle ciociare fatte apposta per la ricorrenza, crostate e dolci casalinghi che hanno visto qualche minuto di luce, poi briciole. Della gara sappiamo ormai tutto, se vi siete persi i report ve li linkiamo qui (XTERRA Italy, XTERRA Europe). Ciò che ci preme invece descrivere in questo report è quanto già fatto e l’organizzazione dell’evento. Si loda da sempre l’organizzazione oltralpe, che comprende Svizzera, Francia, Belgio, Germania ma anche Repubblica Ceca e altro. A Scanno però abbiamo avuto modo di vedere un lavoro, grosso, quasi esemplare. Dalla zona expo sul lago, nel verde, fino ai percorsi. L’aperitivo con birra a fiumi a dissetare atleti, accompagnatori, curiosi, il pasta e il pizza party. Abbiamo più volte parlato in altri report dell’atmosfera; ecco, a Scanno ciò che più di tutto ci ipnotizza è l’atmosfera XTERRA che si respira. I fattori possono essere tanti, la location sicuramente aiuta e ciò rende l’evento davvero unico.

Cross-Tri founder and reporter.

Cosa non è andato bene secondo noi? Lo ripetiamo siamo di parte, amiamo Scanno ma bisogna pur essere obiettivi. Ci sentiamo di dire che le docce sono qualcosa che in una maniera o nell’altra va affrontata. La logistica dell’evento richiede uno sforzo per questo. Gli atleti non erano sporchi a fine evento, in tanti hanno fatto un bagno nel lago accontentandosi di ciò. Immagiamoci però una gara con acqua e fango e magari temperature sotto i 20 gradi all’arrivo. Chi farebbe il bagno al lago? Chi preferirebbe invece una doccia calda? L’idea del bilico docce vista in Belgio ci sembra ottima, magari da copiare, chissà. Sul percorso ne abbiamo sentite tante. Forse in qualche modo meno duro richiamerebbe più gente? Forse però si perderebbe quella durezza ed epicità della fatica a favore di qualche iscritto in più? Difficile da dire, difficile da affrontare. Piccolo problema che abbiamo sentito da qualcuno e personalmente comunque rilevato è stato l’incrocio sul tracciato bike tra full e sprint. In discesa, essendoci molti single track è difficile superare, ciò può compromettere prestazioni di atleti che magari corrono per la tanto agognata slot. Da prendere in considerazione secondo noi anche questo.

Next stop XTERRA European Tour Repubblica Ceca, poi Lussemburgo, poi Olanda a metà settembre. E Il long di Megevè? Attendiamo notizie in merito, ne abbiamo perso un po’ le tracce.


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