XTERRA Italy Lake Garda: il cambio di percorso non allevia sofferenza, fatica e divertimento.


La barriera...e Sara Tavecchio.

Toscolano Maderno (Bs): ebbene si, è ufficiale il cambio dei tracciati dei XTERRA Italy Lake Garda, evento che prenderà il via il 26 maggio prossimo a Toscolano Maderno. Dopo l’ufficializzazione da parte del c.o. possiamo finalmente mettervi al corrente del nostro “segreto” test del percorso. Come Mazzini, da buoni “carbonari”, ci siamo infiltrati tra le maglie di coloro che hanno dovuto prendere questa decisione e, prima che le maglie prendessero cattivo odore, abbiamo potuto visionare i nuovi tracciati.

Prima di tutti, ad onor di cronaca vanno diffuse le ragioni di ciò. Una, la prima riguarda una tragedia accaduta circa un mese dopo l’edizione 2018. Nel tratto più spettacolare del percorso di trail running, nello stupendo canyon che attraversa la valle della Cartiera, a seguito di una frana un vigile del posto ha perso la vita durante un sopralluogo. Il tratto è attualmente ancora sotto sequestro e sinceramente non so come sarebbe stato correre, ridere, divertirsi dopo ciò. E’ vero che il tempo lava più o meno tutto, soprattutto per chi non è colpito direttamente da una cosa del genere ma crediamo che un ricordo di qualcuno che ha perso la vita durante il proprio lavoro per evitare potesse succedere a qualcun altro vada rispettato.

Panorama dalla barriera.

Opinione ovviamente personale. Ergo, il trail run è stato quasi totalmente stravolto. Il secondo fatto invece è accaduto qualche settimana fa sempre nella stessa valle, sul versante “nord” e cioè quello che si vede salendo verso la valle dove lo scorso anno si affrontava la seconda salita. Semplicemente è venuto giù un costone del sentiero e la strada è diventata molto pericolosa. Questa è cronaca, diciamo. Passiamo al test, che sembra alla luce delle descrizioni precedenti sicuramente più frivolo.

Nuoto, fate quello che potete e sperate che non ci siano né vento, né corrente. Altrimenti? Altrimenti vi ritroverete a percorrere 1800 metri invece di 1500 come me lo scorso anno, in balia delle acque, dell’aria e delle onde. Guardate le boe, se le vedete, ed evitate di affidarvi a qualcuno che non sapete dove sta andando. In fondo anche lui potrebbe essersi perso in queste anse del lago di Garda. La prima parte della mtb è uguale allo scorso anno. Vale a dire: Sali, pedali forte, scendi gli scalini del sottopasso, li risali e sei già morto. Prendi aria, e prendi un 20% di pendenza in faccia che ti ricorda che per morire c’è tempo, ma per soffrire no, il momento è quello. Soffri allora maledetto crosser, soffri e sbuffa su per l’asfalto, poi qualche single track poi la cementata poi ancora asfalto fino in cima a quella che è stata ribattezzata la “barriera gialla”. Cos’è? E’ una barriera di tubi gialli che forma un parapetto a strapiombo sulla vegetazione del lago da dove si ammira uno spettacolo panoramico da favola.

Ancora un po’ su e si entra nel primo “single” di giornata fatto già la scorsa edizione. E’ alla fine di questo che il giro cambia. Non si scende fino a valle ma si percorre un anello adrenalinico a velocità “full gas”. Liscio, guidabile ,senza grandi difficoltà tecniche. Le uniche incontrate fino a questo momento potrebbero essere date dall’acqua che scorre copiosa all’interno dei sentieri. Se piove, o se piove anche il giorno prima…allora bandiera di gara bagnata. Il percorso sostanzialmente si concentra nella zona sinistra della valle per poi scenderla e percorrere gli ultimi chilometri sulla traccia dello scorso anno. Lungofiume, poi ponte, poi abitato di Toscolano fino al rettilineo lungolago che porta in T2. Non dimenticare però che c’è un altro giro. L’altimetro segna circa 550 metri di dislivello per giro in 15 km.

Sara and the single track

Alla fine della frazione mtb, solitamente, il peggio deve ancora venire. Nel senso che gli ultimi chilometri del tracciato di Toscolano non sono nè tecnici, nè difficili ma semplicemente molto pedalabili quasi da far sembrare lo stato di forma, come dire, buono. Infili le scarpe, esci dalla zona cambio e fai lo stesso giretto tra i vicoli del paese dello scorso anno. Scendi le scale, sali le scale e qui, qualcosa cominci a sentirla. Lo scorso da lì in poi era salita, vera, nera. Ripida, infame, asfaltata, la morte insomma, fino alla svolta a destra nel bosco. Quest’anno no. Mangi e bevi, cioè sali e scendi tra i vicoli del paese, fino a quando qualche scalino scavato nella terra ti preannuncia la fine della festa. Dislivello; senza tregua, su sentieri che pian piano lasciano scorgere l’abitato di Toscolano Maderno e le rive del lago…poi, qualcosa mi ricorda lo scorso anno.

Tempo di pose con Marco Zoppi

Mi tornano in mente momenti poco felici? Perché? Ah si, perché quella cementata si faceva in bicicletta ed era la morte delle gambe, la fine, la “raschiatura” del barile già quasi totalmente vuoto. A piedi però si gestisce meglio. Si corre, o si cammina oppure si sale carponi. Decidi tu crosser ma in cima devi arrivarci. Comincia la prima discesa che in realtà è la stessa della scorsa stagione. Tecnica e veloce, in alcuni punti divertente in altri irriverente e molto infida. Se dovesse essere bagnata o anche solo umida…auguri a tutti. Si arriva in fondo e siamo nuovamente nella valle della Cartiera. Da qui, per circa 10 minuti si zompetta di qua e di la su passaggi davvero molto caratteristici e suggestivi. La fatica sembra quasi magicamente sparita e lascia spazio a quel salto al cuore classico di quando ti sorprendi per qualcosa di bello. Finito ciò signori, si torna a Toscolano, ma prima, la morte finale in salita.

La frana.

Dove? Lo scorso anno si correva in discesa e sulla sponda sinistra della valle. 300 metri, forse qualcosa meno di vero “spaccagambe”. Il rischio è rimanerci appesi in quella salita, il rischio è lasciarci le ultime speranze di riuscire a correre per gli ultimi 4/5 km. Eh si perché non ne mancano ancora pochi al traguardo. La salita in realtà è finita. Dallo scollinamento in poi solo lieve discesa e avvicinamento all’abitato con qualche piccolo intermezzo tecnico in salita o in discesa.

Raccogliete le forze, o voi che entrate, il lungolago è sempre teatro di folla e pubblico non si può arrivare strisciando, non è bello per l’orgoglio personale. Si corre forte, nel caso se ne abbia ancora. Il pubblico, la voglia di finire, la fatica faranno il resto e ti regalerà la medaglia di finisher di XTERRA Italy Lake Garda. Il resto? Il resto è festa imperterrita. Falla la festa, falla, te la sei meritata tutta. Buon viaggio!

Nel 2018? Chi la spunterà?

Emanuele Iannarilli | Cross-Tri

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