XTERRA Greece: l'avventura di Maria Pia Manes, una terribile Age Group.


Fiera con la medaglia al collo. Ancora podio W 40-44

Il racconto di una delle più agguerrite Age Group italiane che gira l'Europa con in spalla la sua bicicletta, da sola, spesso con orari impossibili e sacrifici inenarrabili.

Il suo racconto.

Premessa: ho deciso all'ultimo momento di fare XTERRA Grecia perchè potevo mancare solo 2 giorni al lavoro e i voli mi permettevano di farlo. Arrivo previsto sabato sera naturalmente dopo il breefing e partenza poco dopo la gara. 

Un amico, Franz Franzoso, anche lui partecipante XTERRA GRECIA mi ha preso il pettorale e fatto poi il breefing personalizzato sabato sera al mio arrivo, davvero top.

Ci siamo, arrivo sul campo gara l'emozione si fa sentire. Bella la spiaggia di Vouliagmeni, mare calmo, acqua cristallina, sole che splende, non c’è vento, e vaiiii sarà una giornata ideale. Vado in zona cambio sistemo le mie cose poi mollo lo zaino e faccio un giro per scaricare un po' la tensione, incontro un po' di gente conosciuta, Mattia Torraco, Richard Schneider e tanti altri amici visti qua e là nelle avventure XTERRA. Torno in zona cambio, prendo un po’ di vasellina da Mattia per far scivolare meglio la muta quando la toglierò. Questa volta tolgo prima il chip, poi la muta altrimenti finisco come a XTERRA Cipro; una scena raccapricciante in cui mi butto a terra e mi contorco fino a quando non riesco a sfilare la muta incastrata nella caviglia dove c’era il chip. Bisogna imparare dagli errori. 

Ok, ci siamo metto la muta e via a provare l'acqua. Al primo tuffo mi viene quasi un colpo, l'acqua è davvero congelata. Guardo l'orologio è già tardi, mancano 5 minuti, devo nuotare devo spezzare un po' il fiato. Dal freddo mi fa male la fronte, piedi addormentati, devo nuotare qualche bracciata più energica, mi giro verso riva, sono già quasi tutti fuori sulla linea di partenza, mi affretto a uscire. 

Lo splendido mare della spiaggia di Vouliagmeni. Pic XTERRA

Come sempre negli XTERRA la musica suona, e mi porta alle stelle. Mi posiziono sulla sinistra. Partono i pro e in due minuti partiamo noi. Intanto ballo, mani alzate sembra che sia ad un after-hour gasata come una brutta bestia, la musica ha i suoi effetti e l'adrenalina si fa sentire. Ok, ci siamo: 3, 2, 1, viaaaaa.

Partenza.

Si parte, inizio con un buon ritmo l'acqua fredda non la sento più. Tra un po’ di gomitate e manate trovo il mio spazio vitale e continuo a nuotare. Alzo la testa e mi rendo conto che la corrente é forte e mi sta spingendo tutto a sinistra della boa, correggo la rotta e ogni tanto nuoto a testa alta x vedere se centro la boa. Passo la prima boa gialla e punto all' arancione, continuo a nuotare ma mi trovo a sbattere continuamente con le mani sui piedi di quello che mi sta davanti. A destra ne ho un altro, a sinistra un altro ancora, evidentemente c’è un ingorgo. Non posso far altro che continuare a nuotare ahimè toccando ad ogni bracciata i piedi dell' atleta davanti a me. Penso a quanto sia sgradevole, è capitato anche a me, ma io continuo diritto, alla fine lui si sposta su un lato ed io riesco a passare, mi guarda, dall' occhialino trapela un’occhiataccia. Ha ragione lui, ma la tonnara è la tonnara e va così. Altro giro di boa e ora si punta verso riva, prendo un po’ di scia e in breve sono fuori. Guardo il Garmin mi sembra stia andando bene, mi ributto in acqua e questa volta sto attenta a puntare l'interno della boa sicura che con la corrente finirò nella giusta direzione. Alzo la testa, infatti, obbiettivo centrato, giro di boa poi si punta all’altra. Cerco di concentrarmi sulla bracciata, giro di boa e ormai sento che è fatta manca pochissimo accelero un po’ il ritmo e sono fuori. 30 min i metri 1584, va bene corro verso la zona cambio e stranamente vedo ancora un sacco di biciclette, non è andata così male penso. Raggiungo la mia postazione, alcuni posti sono già vuoti e penso che le donne forti sono già scappate via.

La partenza: pic XTERRA

T1

Tolgo il chip, sfilo la muta e subito cerco di infilare le calze, le mani abbastanza impedite nei movimenti, il freddo le ha addormentate, metto il casco e si parte in bici. Gambe un po' ingessate, arrivo velocemente al sotto-passo dove bisogna scendere dalla bici poi di nuovo in sella fino ad una scalinata. Provo a salire il primo gradino in sella, ma bisogna poi subito girare. Mi incarto e cado, quasi da ferma, si gira la sella. Senza battere ciglio mi rialzo, prendo la bici in spalla e a fine gradinata con delle gran botte riaddrizzo la sella, qualche spettatore mi guarda allibito, risalgo in sella e mi rimetto a pedalare, le gambe sempre più dure, non mi riscaldo ancora. Sento il battito forte, respiro profondamente, intanto più di qualcuno mi sorpassa. Poi, arrivano un po' di salite, riprendo fiducia in me stessa, raggiungo qualche atleta, qualche donna e qualche uomo, li stacco. Il percorso è molto bello, salendo panorami incantevoli, sono in gara ma non posso evitare di dare uno sguardo attorno a me. Magica la Grecia, non c'ero mai stata, i km passano ed io penso a quante volte nei libri si è parlato dei greci, della navigazione, delle conquiste e della mitologia, ed io ora sono lì in questo angolo di mondo incantato. Arrivano le discese, qualche single track, non conosco il percorso, non posso azzardare più di tanto, mi giro e vedo che quelli che avevo passato mi sono alle calcagna, poi continuo ci sono dei fotografi ed io distratta non vedo l'indicazione a sinistra continuo dritto ingannata dai pezzi di nastro XTERRA sugli alberi. Arrivo ad un punto dove in bici non si poteva andare più, eppure mi avevano detto che era tutto percorribile. Subito penso che qualcosa che non va, ho sbagliato strada. Mi giro ed un'altra ragazza che mi seguiva, anche lei dice che non può essere di la. Ci giriamo, lei prima di me, torniamo indietro, chiediamo ai fotografi, che ci indicano la strada, meno male, rientriamo nel percorso avrò perso forse 3-4 minuti. Pazienza, ormai è andata. Torno a pedalare con energia e dopo un po' di km riprendo nuovamente le stesse persone che avevo superato inizialmente e che per il mio errore erano nuovamente davanti, la graziosa biondina americana Stacy Lowell, il signore con la barba bianca e la divisa rossa, e l'atleta americana Barbara Eldeston, age group w 60-64 più forte di me in discesa, ma che poi puntualmente riprendo in salita. Termina il primo giro, guardo il Garmin: 1 ora 2 min, vado bene, continuo un testa a testa col signore dalla barba bianca, mi sorpassa di nuovo, in discesa anche lui è più forte, io sempre un po' prudente, poi in salita lo raggiungo lo sorpasso, ci guardiamo, sorridiamo, io quando mi sorpassa gli dico" nice  one", poi in salita quando lo stacco gli grido "go man go..." e lui mi dice "you are tooo strong", è sempre bello e stimolante gareggiare con qualcuno e tenersi testa gran parte della gara. 

Pic: 641 XTERRA

Mancano ormai solo 10 km e inizio a incontrare tanti che hanno il pettorale dello sprint, gli dico: “left left” e tutti mi lasciano spazio per passare. Che spettacolo funziona, credo di andar bene, quelli dello sprint li passo in salita, passo anche qualcuno che sta facendo il full, manca solo la discesa, ed io ho finito l'acqua, ho una sete bestiale, il pezzo di asfalto che riporta giù lo faccio a tutta; il Garmin dice 54km/h. Vedo 2 donne davanti, accelero ancora e vai, le passo giusto prima di arrivare in T2.

T2

Ho una sete bestiale, non ho acqua in zona cambio, indosso velocemente numero, scarpe, mi carico i gel nella tasca e inizio la corsa, le gambe sono quelle di un burattino. Garmin: 5 al km, cardio 155, beh pensavo peggio. Ci vuole un po' per scioglierle (le gambe), presto inizia la salita con le scale poi il vero trail sulle rocce. Il percorso sale, sale, sale sempre più ripido, cerco di non mollare e di continuare a correre. Più di qualcuno cammina, nella salita più importante tocca camminare anche a me, svetto, guardo il cardio 167. Inizia la discesa, primi metri non riesco ad allungare la falcata poi trovo l'assetto giusto, un ragazzo mi passa a doppia velocità e capisco che si può spingere molto di più, lascio andare le gambe e presto vedo che girano bene anche a me. Guardo di nuovo il garmin passo 4.35 al km. Inizia il secondo giro riprendo un paio di ragazze e cerco di non mollare in salita sapendo che la discesa poi mi accompagnerà all'arrivo. Ed eccolo lo stradone in discesa che riporta verso la spiaggia. Manca poco, posso spingere ancora. Ultimi km e ci siamo quasi, sono sull' asfalto ultimo km, do fondo alle ultime energie, sorpasso un’altra donna, si sente già il fragore della gente all'arrivo, la musica incalza, ed eccomi sul rettilineo che porta all'arrivo.

Arrivo.

Inizio a ridere, la musica greca in sottofondo di un’allegria fuori dal tempo. Io sempre più felice corro forte verso la meta. La gioia mi pervade, la gente mi incita, mi batte il 5 e finalmente taglio il traguardo e salto in alto con le mie ultime energie. Che bella gara, sono contenta, sono FINISHER ALL'XTERRA GRECIA. Mi fanno i complimenti i ragazzi dell'organizzazione e gli amici italiani. Dopo un po' ai cronometristi chiedo com'è andata, sono terza nella mia categoria. Soddisfatta della prestazione, ce l'ho fatta anche stavolta ad andare sul podio. NO PAIN NO GAIN, VOLERE è POTERE YEAAAA.

RINGRAZIO LA MIA FAMIGLIA MIGUEL IL MIO COMPAGNO E DONATO MIO FIGLIO DI 5 ANNI CHE SENZA NEANCHE PENSARCI UN ATTIMO MI HANNO DETTO VAI A FARE QUELLO CHE TI RENDE FELICE. NOI SAREMO QUA AD ASPETTARTI E FAREMO IL TIFO PER TE. RINGRAZIO ADAMO MIO FRATELLO CHE E' RIMASTO IN HOTEL A LAVORARE DANDOMI LA POSSIBILITA' DI GAREGGIARE.

Maria Pia Manes

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