XTERRA Cyprus: un uomo solo al comando; Filippo Rinaldi. Wasle vince tra le donne, Peroncini seconda


Filo Rinaldi

“Ottima posizione all’uscita dall’acqua per Filippo, sembra avere migliorato molto i suoi standard nel nuoto. Sale in bici e parte alla caccia dei primi che sono comunque distanti e alla sua portata. Lo spauracchio è Dafflon che sappiamo non avere un gran nuoto ma una bici da paura. Prima sezione senza parole per Rinaldi che mangia avversari uno dopo l’altro, li guarda e va, va l’alfiere del Cus Parma, va verso quella che sembra davvero la strada di un’ottima giornata. Primo giro, del secondo si sono perse le tracce. T2 con Filippo ancora avanti con un margine importante su Dafflon che, udite udite, ha pagato pegno nella frazione di mountain bike. Corri Forrest corri, corri verso quella che può essere la tua prima, corri verso quella che può anche essere la “nostra” prima. Lo striscione sulla finish line è pronto e l’uomo solo al comando alza le braccia al cielo col ghigno di chi sembra dire. CHE GARA, CHE GARAAAAAAA!”


“E’ bellissimo salire sul gradino più alto del podio in un XTERRA. I sacrifici fatti quest’inverno sono stati ripagati. Dedico la vittoria a mia mamma. La mia famiglia mi sta appoggiando molto nelle scelte che sto facendo e di questo li ringrazio. E poi, è lei che mi ha indicato la strada del triathlon.”

Podio uomini

La chiudiamo qui? Beh sarebbe già molto perché la prima vittoria di un italiano una gara del circuito XTERRA è semplicemente wonderful.

A Cipro però sono venuti in tanti per la prima tappa XTERRA European Tour 2019. Uno di questi, anzi una ha fatto “solo” seconda. “Ele, allora, non si poteva prendere Carina (Wasle).” “Oh, sembra poco un minuto ma correva che sembrava una lepre. Io ho fatto davvero tutto quello che potevo andando a prendere la Walters (remember mondiali 2018?)…poi. Va benissimo così sono proprio contenta”. “Vedi che succede a non sbagliare posto in zona cambio?”. “Basta con questa storia eh (ride) adesso sono più brava.” E’ sempre un piacere parlare con lei. Se fai il serio ti spiazza con la sua ironia, se fai il drammatico idem, se fai l’ironico ti riprende. Eleonora Peroncini è pronta per il mondiale passando forse per qualche tappa all’Iron tour. E Matilde Bolzan? Quinta, che gara anche per lei.

Eleonora Peroncini

Raccontando ciò che è stata la gara e partendo dal nuoto (solitamente si parte da li), vi raccontiamo di una bella frazione in una baia veramente suggestiva, senza correnti, con mare calmo, senza vento. La frazione perfetta. Da segnalare qualche posteggio da multa per qualche peschereccio tra quali si è dovuto fare lo slalom. T1 e via per quella che tutti hanno battezzato come “la” frazione. Eh si perché la gara volendo o nolendo si sarebbe fatta nella frazione di bici essendo il trail davvero molto facile. Ecco, ad essere sinceri troppo facile e forse poco adatto ad un XTERRA. La traccia mtb sale per un po', poi qualche saliscendi fino all’imbocco di quella che era una bella salita da oltre 500 metri di dislivello. Subito impegnativa, subito da pedalare forte senza poter risparmiare troppo le gambe ancora infreddolite dall’acqua “freschina”. Salita lunga ma pedalabile, da watt come si suol dire, nella seconda parte. Un lungo serpentone verso il primo scollinamento che porta i biker in fondo al primo guado. Si torna a salire, per poco, ma non per pochissimo e poi giù in picchiata tra sassi, passaggi “romantici” e guadi da prendere a tutta ma con saggezza. Stefano (Davite), fino a quel momento migliore degli italiani e migliore degli age group davanti anche a diversi pro, mette letteralmente una mano in fallo. Crack! Auguri Stefano.

Podio donne

Rinaldi va, Dafflon lo cerca, ma come dice lui stesso “Non l’ho mai visto, non sono mai riuscito ad arrivargli vicino. Che forma”.

Si scende fino all’incrocio con Lara Beach, baia semi-yippie, con campeggio selvaggio on the sea.

Poi un lungo trasferimento con saliscendi dalla costa con single track a strapiombo sul mare. Poi? Secondo giro, rock & roll. Altri 500 metri di dislivello, altri guadi, altri sassi, altri single. Divertimento? Spettacolo. Paesaggi davvero belli, rigogliosi. Track tecnici quanto basta, salite per tutti i gusti. Che bella Cipro, ci rivedremo.

T2 e purtoppo la frazione di run crediamo non sia stata all’altezza di un XTERRA. Il tracciato è estremamente semplice e con pochissimo dislivello. Tanta terra battuta e nulla di tecnico. C’è da dire per essere sinceri che i sentieri a picco sul mare rendono la frazione comunque gradevole dal punto di vista scenografico. Ne abbiamo già parlato con l’organizzazione e anche loro sono d’accordo con il nostro pensiero che è poi quello di tutti coloro che hanno preso parte all’evento.

Relaxin Wasle e Poor

Com’è finita lo sapete già ma a Cipro, come già scritto nel precedente articolo di italiani ne sono venuti davvero tanti. E allora portiamo a casa anche un bellissimo terzo gradino del podio con Mattia Torraco che chiude in 3 ore 11 minuti. Un secondo posto con l’Oreste furioso Alegi che chiude in 3 ore e 14 minuti la sua fatica portando a casa la medaglia d’argento, mica micio micio bau bau. Poi? Pio Moro. Ma quanto va Pio Moro? Sbaraglia la sua categoria e vince in 3 ore e 24 minuti dopo una grande frazione di mtb e altrettanto forte di run. Graziano Bordonetti? Terzo, 3 ore e 19 minuti.

Veniamo all’analisi della gara, del posto, dei servizi. Vi anticipiamo che ne abbiamo già parlato con l’organizzazione e sono consapevoli di cosa dover migliorare. Capiamo le “recensioni” che in alcuni casi non saranno molto positive e riportiamo ciò che secondo noi è mancato alla gara.

Carina Wasle vincitrice donne

Poche persone sul tracciato, pochi volontari. Ci vuole più gente, ci vuole più assistenza e segnalazioni. Il secondo ristoro è rimasto senza acqua per il secondo giro. C’era solo acqua forse sarebbero bastate 50 bottiglie in più per risolvere il problema. E’ grave? Dipende. Non era caldissimo dunque oggi non è stato un gran problema però più che finirle meglio averne di più.

L’incrocio in zona cambio tra bike e running in alcuni casi non è stato molto fluido e il giro da fare per tornare indietro per il secondo giro per alcuni è stato un problema.

Problemi o problemini che dir si voglia, ciò che per noi in realtà è mancato più di tutti è stata l’atmosfera. Può essere dipeso da tante cose ma in tanti sono abituati a vivere la gara con quello spirito da guerrieri che contraddistingue XTERRA. In questo si può fare molto e sarebbe un peccato non farlo, chi decide di partecipare ad un evento del genere, diciamo che se lo aspetta, ecco.

A noi però di XTERRA Cipro ci sono piaciute tante altre cose. Da oggi sarà l’isola delle farfalle e delle banane. Ne trovate in ogni dove, in ogni angolo, in ogni sentiero. Fermatevi, nascondetevi e mangiate una banana guardando lo stupendo mare cipriota. Non vi piacciono?

Filippo Rinaldi nella storia. Peroncini, manca la tua firma. Forza ragazzi!


Cross-Tri


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