XTERRA Belgio: nella patria del ciclocross e della bicicletta, da venerdì sarà “baracca”.


FIgini e Fognini POOL Cantù, protagonisti in Belgio nel 2018.

Il Belgio. Quando ne senti parlare la prima cosa che ti viene in mente è il meteo, la pioggia, il fango, ma anche la bicicletta, il ciclocross, le grandi classiche e nomi di grandi, grandissimi campioni. I luoghi comuni sono sempre dietro l’angolo ma se andiamo poi su una qualsiasi app vediamo che a differenza dell’Italia dove finalmente è arrivata l’estate, quantomeno la primavera, in Belgio è autunno, almeno autunno. Piove, torna il sole, arrivano le nuvole, ci pensano…ma poi piove. Non si soffrirà il caldo a Namur questo weekend, non si soffrirà per la polvere sui tracciati dell’XTERRA, ma si soffrirà di altro, di fatica, sudore. Meglio, peggio? Insomma, in fin dei conti una gara è una gara e le condizioni meteo determinano tanto ma poi, quando suona la tromba dello start, d-e-v-i p-e-n-s-a-r-e- a m-e-n-a-r-e.

La tappa belga è una delle più partecipate di tutto il panorama europeo con un contorno di spettatori importante e una location stupenda. Siamo andati a farcelo raccontare da Francesco Figini che lo scorso anno ha preso parte all’evento e anche quest’anno tornerà insieme ai boys della POOL Cantù a Namur.

“La gara belga è un evento più che semplicemente una gara. Devo dire la verità, devo proprio essere sincero, così ci piacciano gli eventi. Organizzati bene, con tanta gente, tanti spettatori, tanti passaggi gremiti di gente, è una vera e propria festa dello sport all’interno di un’altra festa. Si avverte il calore delle persone che amano guardare le persone fare fatica, incitarle fin dai primi metri; è come se si sentissero davvero parte della gara e a noi che corriamo ciò ci fa davvero tanto piacere. In Belgio si sa, sono malati per questo e vogliono a tutti i costi trasmettertelo. Sono lì per te, non sono lì solo per qualcuno, per qualche amico, per qualche compagno, ma per tutti, indistintamente. Non parliamo poi degli italiani che vivono da quelle parti, spettacolari quanto ad accoglienza; diventi il loro idolo, da subito, che tu sia primo o ultimo, non importa. E’ per questo che ci vado e che anche quest’anno ci tornerò”

Ops, ci ha spiazzato Francesco. E noi che volevamo descrivere percorsi, difficoltà…accorgimenti per la gara?

Francois Carloni vincitore 2018 insieme a Morgan Riou

“E’ così che vivo questa gara, poi parliamoci chiaro, si va anche per fare bella figura perciò la gara sarà comunque importante e, è bella, si ci piace proprio. La frazione di nuoto è anomala se così si può dire. Si nuota in un fiume con a monte una diga che viene chiusa nel momento della gara, per questo l’acqua sembra quasi ferma e diventa una bella frazione. La seconda parte poi ti fa sentire un delfino con vento e corrente in poppa. La t1 e la t2 sono in due posti diversi ma logisticamente è abbastanza semplice da gestire. Prima si va su in Cittadella per preparare la t2 che poi è all’interno della zona expo e nel quartier generale, poi si scende con il necessario per la frazione in acqua e per la mtb. Dopo la frazione di nuoto parte quella che è una vera gara di mtb all’interno di un XTERRA. 40 km con oltre 1000 metri di dislivello in mezzo ad un parco davvero caratteristico. Due giri e due passaggi in zona “expo” con folla da brivido. Anche la terza frazione non è niente male. 10 km con 300 metri di dislivello, con scale e passaggio sul ponte sopra lo striscione di arrivo. Una parola: emozioni.”

Ok. Direi che possiamo anche smettere di scrivere, Francesco ci ha già trasmesso quello che volevamo sentire. Sabato alle ore 14.30 si va…e non si torna indietro!


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