World Championship 2019 Cross Triathlon: Eleonora Peroncini porta l’ORO in Italia.


Peroncini, Slack, Walters. Che podio!

Mi sento fortunato. Molto. Perché? Posso scrivere di un’impresa, perché tale è, qualche mese dopo la messa “in onda” dei nostri canali. Due prime in poche settimane. Prima Filippo Rinaldi fa la storia a Cipro vincendo per la prima volta un XTERRA, poi, lei, Eleonora Peroncini, vince il mondiale. Entrambe le cose mai successe in Italia. Per uno che fai conti con la sua passione questa è fortuna ed emozione.

Non è semplice iniziare un articolo del genere per tessere le lodi di un atleta che firma un impresa del genere, soprattutto dopo che l’emozione davanti al video ti ha pervaso mente e cuore e ti sei lasciato andare ad un nodo in gola per la felicità. Non è semplice tornare “per terra” e dover raccontare una gara quando vorresti solo gridare E-L-E-O-N-O-R-A P-E-R-O-N-C-I-N-IIIIIIIIIII!!!!

Sono esagerato, lo so. In fondo cosa ha fatto di così tanto grande? Ha nuotato per circa 1000 metri uscendo dodicesima dall’acqua, pagando 2 minuti e 25 secondi alla prima, che poi, si chiama proprio così, Pryyma. Voglio dire, non li ha presi da me sapendo che poi può darmi mezz’ora in bicicletta.

Tra lei e Pryyma c’erano tipo Nicole Walters, Slack, Paterson, Gomez, Slater, gente che in bici mena senza tirare mai indietro il pedale e che di corsa non sta certo a guardare. Lei invece che fa? Pedala la frazione di mountain bike con il primo tempo, irriverente e irresponsabile come non mai. Va a prenderle ad una ad una senza guardare mai indietro fino a quando un fulmine dal cielo colpisce la povera Gomez in discesa e la fa ribaltare proprio davanti alla nostra Eleonora. Fortuna, abilità, momento. Fatto sta che riesce a non cadere e a non calpestare, troppo, Gomez e si ritrova bella bella in testa alla gara con le avversarie che in nessun modo avrebbero potuto tenerle il passo. Si vedeva che stava bene, il gesto, la convinzione, erano contagiosi e trasmettevano entusiasmo.

Poi, rimanevano 8 km circa di trail running. Cosa vuoi che siano. In fondo sei “a gas spalancato” solo da 1 ora e 40 minuti. Gas aperto si, proprio così. Se vuoi rimontare 2 minuti e 25 secondi devi avere il gas aperto, sempre. Non è che puoi dire: “mi riposo un po’ poi riparto”, oppure: “adesso sto a ruota così fatico meno”. No, no, devi andare senza pensare a quello che può succedere dopo. 8 km che iniziano al suo ritmo, con la sua falcata, costante, naturale, armoniosa. Sembra quasi non fatichi, sembra quasi che sia a metà dello sforzo massimo. Sembra, appunto, perché invece, così non è. Non gestisce, ma aumenta il suo vantaggio. Non finirà con la miglior frazione, anche perché, cara Ele, anche questa volta ci avevi provato ad andare per la tangente. 300 metri dal traguardo imbocca non si sa bene cosa e va fuori percorso. Le sarà arrivato il mio “NOOOOOO” dall’Italia, oppure le grida di qualche commissario che la riportano sulla retta via.

“A 300 metri dal traguardo vedevo le mani che mi aspettavano e i membri dello staff che mi dicevano, è fatta. Io dicevo che era presto, ancora, era ancora presto per dirlo. Ora voglio solo dormire, son stanca, felice ma stanca e con un gran mal di testa”. Non abbiamo dubbi che dicesse così. 300 metri e oltre un minuto di vantaggio possono non bastare per una “peroncinata”. Invece. Invece ride, lei, ride, perché a 34 anni, dopo tante battaglie, qualche occasione mancata arriva la più bella della carriera. Esplode lei, esplode lo staff, esplode il mio mac, esplode l’Italia del cross, quella del triathlon in generale ed esplodono anche i coach, i genitori, gli zii, i parenti, i fidanzati (uno), tutti, tutti in piedi per Eleonora Peroncini. Sei campionessa del mondo. Prima di essere campionessa del mondo però, sei anche campionessa di risate, battute, educazione, ironia.


Emanuele Iannarilli | Cross-Tri


Photo credit: Triathlonlive.tv Wagner Araujo

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