Test track duathlon-cross della Brianza.


E’ l’esordio ufficiale di cross-tri nel duathlon cross. Ma non sarà questo il luogo e il momento di raccontarvi il perché. La stagione sta iniziando e, se l’inverno si possono raccontare storie e parlare di altro per esorcizzare la stagione peggiore per un triatleta, da adesso in poi si comincia a rimettere il pettorale.

Andiamo al punto, veloci, perché veloce è il duathlon cross della Brianza che si correrà a Sovico il 17 febbraio 2019. Per quel che riguarda le informazioni prettamente “burocratiche” dell’evento potete visionarle sul sito della gara. Oggi, invece è il giorno di raccontare a chi si è già iscritto a cosa andrà incontro e a chi ci sta pensando, cosa potrebbe perdersi non correndo a Sovico. La tappa di Sovico sarà valida come campionato regionale Lombardia, ed è inoltre una gara di rank. Da sottolineare che le donne avranno una frazione tutta loro dove potranno correre senza preoccuparsi di dare strada a nessuno e godersi così la gara al ritmo preferito.

Bene. L’area adibita alla “festa” finale è un centro sportivo/ricreativo ben attrezzato. Tutto si svolgerà al proprio interno, dalla fase di ritiro pettorali fino al pasta party finale. Nel campo sportivo adiacente la struttura invece sarà organizzata la zona cambio che potrà ospitare fino a 400 partecipanti. Buon auspicio? Scaramanzia? Non importa, il TTB crede fortemente in questa manifestazione. Si vede e si sente nelle parole di chi ci sta mettendo faccia, ore di lavoro rinunciando alla famiglia e passione. Sissignori, per fare queste cose ci vuole passione, altro che chiacchiere. Senza quella la manifestazione non nasce, se nasce, stenta a partire e si ferma ai primi intoppi, che come in tutte le famiglie sono sempre da mettere in preventivo.

TEST PERCORSO

Risolto qualche piccolo problema tecnico al nostro mezzo, partiamo per il test del percorso. Non conoscendo quello della passata stagione non possiamo giudicare le differenze, ne tantomeno dire: “E’ meglio, è peggio, è più duro, meno duro o facile, difficile”. Lo proviamo da “verginelli” del duathlon cross della Brianza. Dobbiamo ammettere che la zona del Lambro non è propriamente una zona da noi molto conosciuta ma subito ci esalta usciti dalla zona cambio percorrendo un breve tratto di asfalto. Da lì in poi, comincia la rumba…ma andiamo in ordine.

Il "Lisso" durante la nostra prova percorso. Pic: cross-tri

Si parte con un 3000 run di cross puro. Piccolo tratto asfaltato che permetterà ai più forti di prendere la testa ed evitare ingorghi successivi. Si entra immediatamente nel bosco per un primo tratto tecnico, scivoloso con qualche bel saliscendi. La nostra giornata di prova era in un giorno di neve, perciò il fondo è, ma probabilmente sarà, bagnato, scivoloso e con qualche insidia. Finito il primo tratto di spinta nel bosco si percorrono circa 1000/1300 metri di campo nel quale si potrà fare un minimo di andatura o rifiatare. Si è appena partiti, è vero, ma la partenza mista ai primi saliscendi spingerà subito i battiti alle stelle. Ancora single track nel bosco prima di riprendere la strada con fondo brecciato che porta verso il primo cambio di assetto. Due giri di mountain bike. Dislivello? Non molto, ma i continui e difficili rilanci si faranno sentire un bel po'. Si rilancerà dentro al bosco, dove ci sarà da guidare. Il fondo scivoloso misto agli arbusti metterà in difficoltà chiunque. Anche perché, ve lo diciamo, non si respira quasi mai. Si entra e si esce da tratti tecnici nel bosco in campi battuti. Lunghi rettilinei spezzati da ostacoli, chicane, curve a gomito, “argini”.

Uno degli strappi, viscidi e tecnici.

Due giri alla morte, dove l’unico punto in cui si potrà rifiatare sarà un breve rettilineo apparentemente più scorrevole del resto del percorso. E’ vero però che molta della fatica dipenderà dal fondo. Fatica abbiamo detto, non difficoltà. Certo è che affrontare un sottobosco viscido sarà si più faticoso ma sarà molto più spettacolare e le doti di guida potranno limitare i danni o fare in alcuni punti la differenza. Siamo quasi certi che l’ultimo 1500 metri verrà snobbato da molti. In fondo è un 1500. Errore. E’ un 1500 che taglia le gambe, se ne sono rimaste. E’ un 1500 che se non ti sei tenuto in tasca qualche cartuccia allora sparerai a salve buttando al vento il lavoro fatto in precedenza. E’ un gara, nessuno parte per arrivare ultimo.

Ci sarà ancora neve il 17 febbraio?

Non tutti partono per arrivare primi. In tanti partono per sondare la propria condizione fisica e capire a che punto sono. Attenzione allora, perché le sorprese potrebbero non mancare. Parlavamo dell’ultimo 1500. Sarà totalmente differente rispetto al primo 3000 che invece gira in parte sul percorso mountain bike. Ci saranno diversi strappi nei quali non basterà spingere nel caso di fondo scivoloso, ma ci sarà la necessità di badare bene di mettere i piedi nel posto giusto. Imballare il motore per 30 metri di salita significa patire nei successivi 300 di pianura per recuperare un battito decoroso. Strategia e tattica, ma come sempre cuore e gambe la faranno da padrone.

Conclusioni finali

Inutile dire che il lavoro fatto per ricavare i 7 km di mountain bike per due giri e il resto dei percorsi dentro un’area visibilmente piccola è stato eccezionale. Eccezionale inteso come d’eccezione. Fabio, uno dei ragazzi del TTB ci raccontava: “Qui ci vengo a lasciare andare i pensieri con mia figlia. Giriamo tutto l’anno e io con la testa ogni volta che ci vengo penso a cosa poter modificare del percorso. Quì li facciamo girare a gomito, qui li “buttiamo” giù dalla tre rive, quì li facciamo risalire in quel single difficile dove in tanti rischieranno di scendere. Poi un giorno dici basta e fissi tutto sulla pianta. Ogni anno cerchiamo di farlo diverso dall’anno precedente, più spettacolare, più divertente.” Si vede che ci tiene alla sua creatura. Si vede da come cerca di trasmetterti e percepire approvazione o disapprovazione. Si chiama passione, maledetta passione.

Vince chi arriva prima all’interno dell’anfiteatro che sarà gremito di familiari, bambini e persone che verranno a Sovico a bere la birra offerta nel post gara o a mangiare prodotti tipici degli artigiani del posto.

Conclusioni: un giornalista “serio” scriverebbe i pro e i contro. Noi, che giornalisti non lo siamo, scriviamo: “Mannaggia a te che ci hai fatto provare questo percorso e immaginare i giorni gara. Perché? Perché parte la lotta per essere presenti anche a Sovico per il duathlon cross della Brianza del 17 febbraio. Era previsto un weekend di relax…sarà così?”



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