Mercato Cross-Triathlon: Ugazio al 707. La parola al Team Manager e…alla mamma.


Marcello ai campionati europei di Ibiza Pic: cross-tri

Non è una news. Ormai lo sappiamo da diversi giorni. Non essendo un sito di gossip, tantomeno il sito dell’Ansa ci siamo presi qualche giorno per ascoltare gli attori dei “balletti” di fine anno e inizio anno, per capire più a fondo come sono andate le cose.

Dietro un passaggio da un team ad un altro ci sono sempre motivazioni diverse e personaggi che operano dietro le quinte per portare a casa i colpi desiderati. Non stiamo parlando di calciomercato. Lì i trasferimenti spesso si fanno tanto per essere fatti. Uno scarso prende il posto di uno scarso, sperando che uno dei due diventi il nuovo crack di mercato. Tanto che importa, i soldi girano, ce ne sono tanti e si possono sbagliare i colpi. Ecco, questo non è il caso del nostro amato sport. I soldi non girano, non a sufficienza almeno, gli atleti professionisti sono ancora pochi e la federazione fa quello che può con i mezzi che ha. Ergo, ogni passaggio deve essere ponderato bene, calcolato, ma soprattutto coperto.

Le parole di Marcello Ugazio:

Abbiamo raggiunto Marcello che ci racconta com’è andato il suo passaggio al team 707 di patron Germano Raddi: “Devo confessarvi che c’erano state alcune trattative che qualche team aveva provato ad imbastire. L’errore in quel caso era stata la persona di riferimento e cioè io. Germano invece è andato diretto alla radice, mostrando sensibilità, competenza e correttezza contattando direttamente il mio allenatore Miglio nonché presidente del mio ormai “ex” team Azzurra triathlon. Una volta avuto il confronto con lui, la notizia è arrivata a me. Avendo totale fiducia in Mario ho capito da subito che la cosa si faceva seria e che era evidente che qualcosa poteva accadere. Che posso dire se non che sono molto contento. Ritengo che il mio passaggio al team 707 sia un passo notevole per la mia carriera. Posso continuare a programmare il mio futuro insieme a Mario Miglio, che rimane al mio fianco e avere un supporto su tanti fronti da un team che racchiude diversi atleti elite ma anche ottimi amatori. Ho ancora più voglia di prima di dimostrare il mio valore. Programmi? Ci stiamo lavorando. Oltre agli appuntamenti istituzionali stiamo cercando di incastrare altri appuntamenti importanti dove essere presenti.”

Ugazio con la nuova maglia

Il Team Manager Germano Raddi:

Ci interessava conoscere anche il pensiero di Germano Raddi, team manager e fondatore del team 707 nel 2013. La chiacchierata con Germano è stata davvero incredibile. Non ci aspettavamo una persona così sensibile, disponibile e preparata. Essendo un team in prevalenza dedito alla strada non conoscevamo la persona Raddi e dunque non avevamo notizie in merito, da lì lo stupore quando ci ha raccontato….”E’ un po’ che sono “innamorato” di Marcello, passatemi il termine. Innamorato della persona, prima che dell’atleta. Ha sempre dimostrato di essere una persona coerente, pronta a festeggiare quando vince, ad accettare la sconfitta quando perde senza per questo demotivarsi e perdere smalto. Questa è una delle cose che mi ha sempre colpito di lui. Non posso negare che è da tempo che penso a quest’operazione, ma ci sono dei tempi in cui le cose diventano mature e possono realizzarsi. Sono andato alla fonte come ha detto Marcello, a Mario Miglio suo allenatore del passato, presente e futuro.” E’ più difficile o più divertente questa professione? “Difficile, sicuramente. Non che non sia divertente ma. Vedi, per portare a casa questi “colpi” se così possiamo definirli devi avere degli sponsor che tirino fuori i soldi, senza girarci troppo intorno. Altrimenti la fantasia non diventa realtà. Per avere degli sponsor devi andare a chiedere, chiedere e chiedere. Sai quanto è difficile chiedere soldi no?”. Cose pensate per il futuro di Marcello. “A Marcello, come a tutti gli atleti del nostro team non dettiamo regole; analizziamo insieme la programmazione e la condividiamo una volta approvata tenendo conto sia degli obiettivi personali che di società; è la nostra filosofia e la manterremo anche nel caso di un pluricampione come lui. Deciderà insieme al suo allenatore Miglio cosa vorrà fare. La sua polivalenza tra la strada e il cross sono sicuramente il suo forte, non c’è dubbio. Ha raggiunto risultati importanti in entrambi i casi. Chi meglio del suo coach può sapere cosa fare?” Se dovessi scegliere tra un mondiale di federazione e un mondiale XTERRA cosa sceglieresti. Sappi che Marcello alla stessa domanda qualche mese fa rispose: XTERRA; “Mondiale di federazione. Per noi è più importante per diversi aspetti. Non ultimo quello del prestigio, del prestigio per gli sponsor di aver sposato una causa vincente in competizioni ufficiali. Il mondiale XTERRA può avere aspetti di prestigio diversi ma per me, ad oggi, meglio un mondiale di federazione.” Quando è nato il team 707 e perché? “Nel 2013 mi trovai davanti ad una necessità: reinventarmi una professione. Decisi che volevo essere protagonista nello sport. Investii dei capitali in questo e cominciai da subito con un solo obiettivo: far nascere un team di atleti professionisti. Così dopo un paio di anni di investimenti e tempo le cose hanno cominciato a girare. Marcello è un importante passaggio verso l’eccellenza del team tutto.” Avremmo tanto altro da raccontare della chiacchierata con Germano, battute, aneddoti, magari presto torneremo a parlarne.

Marcello con Mattia De Paoli. Campionati Europei di Ibiza

La MAMMA.

Last but not least, Simona Airoldi, colei che qualche anno fa ha dato vita al più titolato atleta di tutti i tempi nel cross triathlon italiano. “Il passaggio di Marcello al team 707 ci emoziona ogni giorno di più. I perché sono tanti. Noi come famiglia siamo sempre stati a fianco a Marcello per dargli la possibilità di pensare solo al triathlon. Lui però in alcuni momenti non si è sentito appagato da questo status perché avrebbe voluto essere più indipendente. Questo passaggio di carriera va in questa direzione e oltre a nuovi e importanti stimoli gli da la possibilità di essere più autosufficiente e fare scelte con le sue forze. Ora, ci ha confessato, che può davvero dire vado a lavorare quando va ad allenarsi e di ciò è estremamente contento”. Che ruolo hai in tutto ciò? “Sono la sua mamma, la sua cuoca (ride) e a volte filtro. Abbiamo un rapporto speciale e quando deve sciogliere qualche “matassa” ho molto piacere che lo faccia con me”. Come hai trovato Germano Raddi? “Germano è stato fantastico davvero; è andato diretto all’obiettivo confrontandosi con Mario Miglio e sondando da lì il terreno. Il resto è davvero avvenuto tutto in fretta e senza intoppi”. Come sarebbe stata la stagione senza questo passaggio? “Come le altre, con qualche pressione personale in più e meno “tranquillità” per lavorare al massimo e pensare solo a quello.”

Grazie anche a Simona che si è sempre dimostrata disponibile con noi. Dimentichiamo quasi che siamo in possesso degli obiettivi di Marcello per il 2019…ma per questo aspettate che sia lui a svelare l’Attack Planning per il 2019.


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