MagneticDays: botta e risposta con Luca Bianchini. I perché si del sistema.


Luca Bianchini (a destra). Al suo fianco Damiano Cunego coach MD

Luca Bianchini, preparatore atletico della Nazionale Italiana di Triathlon nel quadrienno 2013-2016, racconta il perché del successo di MagneticDays

Abbiamo avuto la fortuna di conoscere Luca Bianchini durante il nostro primo camp lo scorso febbraio in centro Italia. Quando da MagneticDays - che abbiamo ospitato con 4 JARVIS per effettuare i test agli atleti del camp - ci hanno comunicato che sarebbe venuto “uno di loro” per rendere il nostro lavoro più preciso e utile, abbiamo accettato con grande piacere. Eravamo però ignari di chi sarebbe intervenuto al nostro weekend di allenamento. Dopo il primo pomeriggio di test con Luca abbiamo deciso di commentare i risultati insieme ai partecipanti. Un dopo cena che poteva sembrare, in un primo momento, un elenco di numeri, watt e picchi che avrebbero rischiato di annoiare la platea, si è trasformato in una serata di conoscenza grazie alla sua lunga esperienza come preparatore della Nazionale Italiana. E’ stato come entrare nella “stanza dei bottoni”, per usare un eufemismo; capire cosa ruoti intorno un progetto Olimpico corredato da esperienze incredibili, numeri e metodi alternativi utilizzati e imparare tutto quanto possibile per essere all’altezza della situazione. Un aneddoto in particolare ci fece capire più di ogni altra cosa che Luca non scherzava e che le cose erano due: o era un visionario oppure una persona che faceva il suo lavoro con una passione fuori dalla logica. “La frazione di nuoto delle Olimpiadi - racconta Luca - era difficile da interpretare e studiare. Così mi venne un’idea. Salii in cima ad un palazzo enorme per registrare la gara femminile e contare successivamente le bracciate ad una ad una, per capire la distanza che separava la partenza dalla prima boa, in termini di bracciate. E cosi feci per la seconda, la terza e così via. Ho fatto la stessa cosa per la gara maschile. Ho raccolto dati utilissimi per interpretare al meglio la strategia di gara e che mi hanno permesso di conoscere la distanza di ogni boa e quante bracciate aveva bisogno ogni singolo atleta per arrivare in ogni punto”. Ecco, questo secondo me è Luca Bianchini. Oggi però dalle sue parole vogliamo capire perché ritiene che MagneticDays sia lo strumento ideale per allenarsi e per allenare più di uno sport oltre a triathlon e ciclismo.

Md Total Black. Anche l'occhio vuole la sua parte.

Cross-Tri | Ciao Luca, partiamo da una domanda molto generica: A quali sport credi sia utile, molto utile e indispensabile uno strumento come il rullo JARVIS?

Luca | JARVIS è lo strumento ideale per ciclisti e triatleti, indispensabile per eseguire allenamenti controllati. Dalle gran fondo alle gare a circuito, dallo sprint all’Ironman, MD è lo strumento che fornisce il supporto ad un allenamento integrato; ma ci stiamo affacciando anche ad una miriade di altri sport che non hanno la bicicletta come mezzo di gara. Ad esempio, nel pattinaggio su ghiaccio e su strada, quasi tutti gli atleti del mondo utilizzano il ciclismo come mezzo per creare i presupposti prestativi che saranno utili nella specificità dello sport. Lo staff dei coach MD segue anche motociclisti, calciatori, sciatori di fondo e podisti, senza dimenticareparaciclisti e paratriatleti che trovano nel JARVIS lo strumento perfetto per allenarsi in tutta sicurezza. Oltre agli atleti, JARVIS è uno strumento utilizzato anche da fisioterapisti e medici nel campo della riabilitazione, in particolare quella cardiologica, perché si può monitorare il carico di allenamento in maniera adeguata e nel rispetto della patologia.


Cross-Tri | Sappiamo che nella tua esperienza in Nazionale utilizzavi già MagneticDays. Quali ritieni siano stati i benefici maggiori che in quegli anni siete riusciti a raggiungere?

Luca | MagneticDays è stato lo sponsor tecnico della Nazionale fornendo gli strumenti per poter eseguire tantissimi test anche agli Under 23 e agli Junior. Per la Nazionale utilizzavamo il test di Mader con il prelievo del lattato, con gli Under 23 e gli Juniores il test di Conconi. Ho avuto la possibilità di testare anche gli atleti delle lunghe distanze con il test di potenza sostenibile. Per ogni test ottenevo esattamente i valori che mi interessavano. Alcuni atleti, poi, li utilizzavano negli allenamenti settimanali. Diciamo che in quel periodo i nostri atleti andavano forte nella frazione ciclistica. Non tutto il merito va dato a MD, infatti, insieme allo staff siamo riusciti a trovare la giusta integrazione tra allenamenti indoor e outdoor: i primi con allenamenti specifici per migliorare la potenza di soglia, i secondi con tutto il resto.

MagneticDays presente ai nostri training camp

Cross-Tri | L’esperienza della Nazionale si chiuse nel 2016 e da allora ti occupi in maniera più assidua dello sviluppo dei metodi di allenamento MagneticDays oltre ad essere un loro Coach ufficiale. Dove può realmente migliorare l’amatore con l’utilizzo del sistema? E soprattutto, secondo la tua esperienza, qual è il giusto numero di sedute (minime e massime) perché i benefici siano percepibili?

Luca | L’atleta amatore può essere più complesso da gestire rispetto a quello élite. Un professionista si occupa solo di allenamento, per un amatore è necessario trovare i compromessi per potersi allenare. I margini di miglioramento di un amatore sono molto ampi perché il livello di allenamento è relativamente basso (non me ne vogliano gli amatori evoluti). Se dobbiamo generalizzare possiamo dire che un ciclista amatore medio si allena circa 10 ore la settimana concentrate nella maggior parte durante il fine settimana. Anche il triatleta riesce a concentrare le sedute di ciclismo nel fine settimana. Il rullo è sempre stata la soluzione ideale per potersi allenare durante la settimana. MD permette di sfruttare al meglio il tempo (che è quello che manca sempre alle persone) per ottimizzare l’allenamento infrasettimanale. Due allenamenti di un’ora ad alta intensità (il martedì e il giovedì ad esempio) sono sufficienti per ottenere dei risultati significativi. È necessario modulare questi allenamenti in base alla tipologia di atleta per evitare che si affatichi troppo. Non è da escludere anche un terzo allenamento, effettuato però non ad alta intensità, ma lo strumento è talmente versatile che ci si può fare praticamente tutto.


Cross-Tri | Rulli si, rulli no. Per convenzione, qualsiasi cosa si utilizzi con una bicicletta viene chiamato “rullo”. È però riduttivo inquadrare un sistema del genere all’interno di un discorso così ampio. Come ti piace definire il JARVIS MagneticDays?

Luca | Ufficialmente viene chiamata piattaforma di allenamento. Io preferisco chiamarla piattaforma multimodale di allenamento controllato. Piattaforma multimodale perché è talmente versatile che si possono caricare molti modi di allenarsi. In primis gli allenamenti forniti da noi coach che seguono una metodologia studiata appositamente per integrare l’allenamento alle diverse tipologie di sport. Poi, si può caricare il file delle proprie uscite e simulare un percorso reale su MD. C’è la possibilità di scriversi gli allenamenti attraverso un form presente sulla propria area riservata e, come ultima modalità (secondo me utilizzata per giocare), la possibilità di utilizzare la piattaforma Zwift. Inoltre, abbiamo pensato anche ad una serie di allenamenti autocalibranti e autogestiti. Quando parlo di allenamento controllato intendo dire che ogni singolo allenamento (eseguito in qualsiasi modalità) viene monitorato ogni mezzo secondo in ogni suo parametro (Watt, RPM, Frequenza Cardiaca, Newton, Tempo), con lo strumento che si adatta continuamente fornendo dati durante tutto l’allenamento.


....to be continued...


Emanuele Iannarilli | Cross Tri

Luca Bianchini | MagneticDays

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