Il Triathlon Cross: si ok ma, cos’è?


XTERRA Hawaii, Maui. Pic: XTERRA

A volte si scopre per caso che si commettono leggerezze. Mica eclatanti per carità, però parlando con delle persone ad un master, uno di quei master per capire un po' di più su google, facebook, funnel, tunnel e roba di questo genere, ti accorgi che: “Di cosa parla il tuo sito?”; “Di triathlon cross”; “Ah, bello…”; “….”; “….”; “si ma è tipo il triathlon?”; “beh si dai”; “Ma che cosa comprende il triathlon…?”; “ciao, senti scusa vado a prendere un caffè…”.

Ecco, questo è quanto. Al terzo caffè della mattina mi sono chiesto chi era “l’ignorante”. Cioè, io ho ignorato il fatto che circa il 95% delle persone con le quali si interagisce al di fuori dell’ambiente cross, ignora totalmente cosa sia il triathlon cross. Loro sono ignoranti perché difficilmente nella vita si capita in un posto dove si sta svolgendo una gara, un evento, dedicato alla disciplina. Ancora di meno ne sente parlare in tv, alla radio, men che meno al bar. Dunque? Che si fa? Si educano tutti uno alla volta? Tornando al 95% credo di essere stato anche abbastanza ottimista effettivamente. Loro rimango basiti dalla “spocchia” con la quale io ne parlo, tronfio di orgoglio e saccenza. Io, basito dalla loro, giusta, ignoranza.

XTERRA Maui, foresta. Pic: XTERRA

Esame di coscienza; hai peccato. Soluzione; scrivi un articolo che sia sufficientemente chiaro e semplice per spiegare al mondo intero di cosa vai narrando in giro per il mondo…magari.

Il triathlon cross o cross triathlon che dir si voglia…no triathlon cross, signori. Perché? Seo Zoom, uno di quei programmini diabolici per studiare le robe per i siti, parole chiave, keywords e parolacce del genere, alla richiesta di quante persone cercano cross triathlon, risponde, 0, zero! Cioè non ritiene cross triathlon una parola chiave. Benissimo. Quanto è valido ciò? Dipende, dipende da un sacco di cose. Ma è bene prenderne atto.

Tornando a noi e al titolo del pezzo, il triathlon cross o meglio il triathlon off road, è uno sport multidisciplina, individuale o a squadre, che si articola su tre prove: il nuoto, in laghi oppure mare; la mountain bike; il trail running. Praticamente è quella disciplina uguale al triathlon nella quale la gente, invece che arrivare al traguardo sudata ma pulita, arriva sudata, sporca, piena di graffi e spesso col sangue che gli cola da qualche parte. Detta così sembrerebbe una guerra…e in effetti.

Tornando seri, segue le distanze del triathlon tradizionale, prendendosi qua e là, licenze su distanze inesistenti oppure non riconosciute da nessuna federazione. Ne ricordiamo alcune: Il supersprint (400m nuoto/10km bicicletta/2,5km corsa), più frequente nel triathlon su strada, lo sprint (750/15/5), l’olimpico (1500/40/10), l’XTERRA (dipende), il lungo (3000/120/30), l’Ironman (3800/180/42,195). Perché XTERRA? Perché non segue nessuna delle regole per essere considerato un olimpico, né un lungo; è XTERRA.


Eleonora Peroncini, Targu Mures, Romania.

Si attribuisce a XTERRA l’onere e l’onore di avere dato inizio alla disciplina nel lontano 1996 alle Hawaii, nell’isola di Maui. Tutto iniziò da li per poi propagarsi in tutto il mondo con circuiti XTERRA continentali e gare di triathlon cross nazionali. Ad oggi il “cross tri” non è disciplina olimpica a differenza del triathlon tradizionale che invece lo è dalle olimpiadi di Sydney del 2000.

A differenza del triathlon tradizionale, nel triathlon cross non esistono distinzioni tra draft (scia) e no draft. La differenza è il divieto di sfruttare la scia secondo regole ben precise sia in termini di distanza, misurata in metri, che di tempo utile per effettuare un sorpasso.

In realtà, al di fuori di quelle che sono “semplici” regole di utilizzo di mezzi oppure delle distanze, il triathlon cross si differenzia dal triathlon tradizionale per aspetti ben diversi. L’ascesa di questa disciplina negli ultimi anni è dovuta a diversi fattori riconosciuti dagli stessi atleti che sempre più spesso “traslocano” dalla bicicletta da strada a quella “da montagna”. XTERRA in ciò, è stato, è e continuerà ad essere il vero portatore sano di emozioni legate al cross. E’ evidente il merito del circuito, anzi, del brand, nell’aver dato vita ad un movimento che sempre di più aggrega atleti professionisti e amatori in ambienti dove natura, vegetazione e spesso veri e propri paradisi, danno vita a gare epiche.

Domani, sarò ancora seduto in aula, per gli stessi motivi di oggi. Però, a chi mi chiederà cos’è il cross triathlon, anzi triathlon cross, potrò rispondere tronfio: “Vai su Cross-tri.com, che te lo spieghiamo per bene…forse”.


Emanuele Iannarilli

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