Filippo Rinaldi: i motivi dell'assenza dai campi gara.


Lo ricordo come se fosse ora: XTERRA Cipro. Arrivo al traguardo stremato, era la mia prima gara di stagione. Vedo Filippo con una medaglia al collo e il sangue al naso ma il primo a venirmi incontro è il mio amico Ivan che mi dice: “Ha vinto Filippo”.

Mi sono fatto spazio tra la gente e sono andato ad abbracciarlo. Era contento, si vedeva che lo era. Gli ridevano gli occhi ma quel suo fare un po' riservato misto a quella voglia di non essere mai fuori o sopra le righe non faceva certo presagire ad una sua vittoria. In realtà aveva stravinto. In mtb era andato così forte che mentre riguardavamo il video del suo passaggio in testa e lo confrontavamo con i secondi, che peraltro erano un gruppetto, era evidente la foga, la voglia, la gamba di giornata.

Tante altre bellissime gare, tanti altri bellissimi podi, come quello in Belgio, dove solo nella frazione run ha dovuto lasciare strada ad un Luxem imbizzarrito e al solito fulmine Serrieres.

Poi un lento, inesorabile e apparentemente calo di forma, misto a punti interrogativi sullo stato di allenamento e sullo stato psico-fisico in generale.

“Non mi sentivo bene. Non riuscivo a recuperare dagli sforzi fino a quando a Targu Mures, agli europei, ho dovuto correre malgrado avessi la febbre. Ma non era normale. Solitamente la febbre mi dura 2 giorni poi ricomincio senza problemi. Durante la trasferta la portai avanti per 6/7 giorni. Continuai ad allenarmi normalmente fino a Scanno dove durante la seconda frazione abbandonai la gara. Ero stremato, ma non capivo il perché.”

Dopo la gara scannese, raggiunsi Filippo al telefono per chiedergli cosa era successo. Non è certo uno che si ritira così tanto per fare, men che meno durante una gara importante come un XTERRA Gold come Scanno e in quinta posizione. Mi rassicurò, mi disse che aveva avuto una giornata no e che non aveva forze per continuare la gara. Entrambi convenimmo che Scanno non è certo la gara giusta per non avere forze e pensammo che potesse essere qualcosa dovuto ad un periodo di stanchezza o qualcosa del genere.

Nada. Niente di tutto ciò.

“Dopo Scanno decidemmo con il mio staff di allungare le distanze degli allenamenti in bicicletta per richiamare la parte di fondo che avevamo un po' tralasciato nell’ultimo periodo. Approfittai per fare un’uscita con i miei genitori che sono due buoni ciclisti ma, credo e spero di andare un po’ più forte di loro. Dopo la terza ora di allenamento, nell’affrontare l’ultima salita che ci riportava a casa facevo fatica a tenere la ruota di mia madre. All’arrivo mio padre mi disse. “Filippo, c’è qualcosa che non và, è il caso di fare degli esami”.

Mononucleosi. "Non ci arrivammo subito. Gli esami non erano perfetti ma neanche brutti o che potessero far presagire a qualche malattia. L’intuizione della persona che segue la mia integrazione di fare anche esami specifici per la mononucleosi si rivelò azzeccata.”

Questo tra la gara di Scanno e il campionato Europeo XTERRA in Repubblica Ceca al quale Filippo avrebbe partecipato sicuramente. 15 giorni di totale riposo e ora?

“Ora sto trascorrendo un periodo di vacanza sul lago di Garda, sulla sponda dove si corre l’XTERRA per una fase di ricondizionamento allo sforzo. Pensa, ho a portata di mano i percorsi solcati a maggio ma non posso farli. Niente dislivello, si ricerca la condizione con piccoli incrementi giornalieri per permettere al fisico di riabituarsi alla fatica, al recupero, alla prestazione.”

Dunque, italiano andato, Lussemburgo idem e XTERRA Olanda anche. “Si, purtroppo non ci sono le condizioni minime per poter pensare a gare nelle prossime settimane. L’unico e ultimo obiettivo di stagione saranno le Hawaii per la finale mondiale XTERRA a cui tengo in modo particolare. La speranza è che possa arrivarci in condizioni tali da poter dire la mia. In mancanza di gare cross è probabile scelga qualche altro tipo di gara fra qualche settimana per rimettere un po' di ritmo, un po’ di atmosfera gara.”

Ecco cosa era successo a Filippo. Lo sapevamo da un po’ ormai ma abbiamo rispettato la scelta di Filippo di non divulgare la notizia. Ora però il peggio sembra alle spalle e si può ricominciare a pensare in grande, a pensare alle vittorie e ai podi mondiale ai quali Filippo ha dimostrato di poter ambire.

In bocca al lupo da tutto il cross triathlon italiano.


Emanuele Iannarilli


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