Cross-Tri: the Story. Part 1.


XTERRA Czech, il trio.

Quando la “scimmia” del cross è condivisa con qualcuno, che peraltro non conosci, è un casino.

E’ un casino perché l’essere umano a volte rinuncia ad alcune iniziative perché solo. Non dico che è sempre così, ci mancherebbe, ma in quel caso all’XTERRA Czech senza i due compari trovati per caso sul gruppo XTERRA Italy non ci sarei andato. Non avrei affrontato 850 km (da Bologna) fino a Prachatice, da solo, per una gara. Lo sport è condivisione, amicizia…si, tutto bello, ma è anche spese, e fare un weekend così da solo ci sarebbe voluto qualche euro di troppo.

Così, un post buttato lì senza quasi speranza diventa curiosamente interessante quando tal Peroni Samuele commenta, mi scrive e mi chiama dicendo che la Repubblica Ceca effettivamente gli mancava. Peroni, ma io questo l’ho visto o sentito da qualche parte. Peroni. Ah si, era davanti a me a Scanno, nel mio primo XTERRA. 2013? O 2014? Importa? E poi, oggettivamente uno con un cognome così non te lo dimentichi quando durante la salita più dura della gara, non fai altro che vedere la sua scritta sul culo; Peroni. E’ caldo, che mi ricorda il tuo cognome amico mio?

Vabbè, procedendo con la ricerca si imbatte nel duo un veterano. Piazza. Ma io anche questo l’ho sentito. Dove? Ah si, era all’Elba mi ricordano, e la moglie giocava spesso con mia figlia. Bene.

Iannarilli, Peroni e Piazza dunque si accordano non senza qualche piccola difficoltà logistica.

Il mio post recitava: “Io ci metto il camper, voi la presenza e si smezzano le spese”. Il mezzo è stato perciò il mio “mini” Knaus Sport, meglio conosciuto come “Piripicchio”.

850 km ad andare, 850 a tornare, partenza venerdì mattina. Ci dirigiamo verso Monaco di Baviera dandoci i cambi alla guida. In uno di questi davanti si forma la coppia Iannarilli-Peroni, con Piazza rilassato nelle retrovie che non prende parte alla conversazione nelle prime battute.

“Sam, senti, visto che hai fatto qualche decina di XTERRA, Ironman e tanta altra roba, ti chiedo: ma tu che ne pensi se si facesse un portale dedicato totalmente al CROSS TRIATHLON???”

“Beh, mi sembra una grande idea. Effettivamente non c’è granchè in giro che parla specificatamente di cross triathlon a parte qualcuno che però è più specializzato sulla strada e lo tratta solo in parte. Che hai in mente?”

“Tante cose, poco chiare, da mettere in fila”.

Passammo qualche ora, mi sembra, a parlare di quello che si sarebbe potuto fare, degli argomenti da trattare, delle persone necessarie perché il progetto potesse partire. Soprattutto però parlammo di contenuti, e cioè di cosa si sarebbe voluto proporre e fare per il cross. Il punto non era solo scrivere qualche articolo qua e là, qualche storia, qualche foto e via, ma rendere il progetto interessante non solo per gli amanti della disciplina ma anche e soprattutto per tutti coloro che in qualche maniera si erano avvicinati, avevano annusato l’ambiente, toccato di struscio le emozioni ma poi non avevano continuato a credere nel cross. Tutti coloro che un XTERRA lo avevano fatto ma poi erano tornati a frequentare ambienti a loro più familiari e confortanti. Il cross, effettivamente, un po' scomodo lo è. Non dico che un Ironman è comodo. Personalmente non saprei dire se la posizione da crono tenuta per 6,7,10 ore sia una posizione comoda. La mtb, di sicuro non è un oggetto comodo, quasi mai. Il trail? Men che meno.

Tornando a noi, ai tre dell’XTERRA Czech, che per un refuso, anzi per il t9, diventò Xperia Czech, arrivarono a Prachatice alle 20.30 di sera. Viaggio lungo, lunghissimo davvero, ma l’emozione, si sa, supera sempre le difficoltà. Si mangia qualcosa al volo e ci si dirige alla “Pivovar” di Pilousek, la fabbrica della birra nel centro storico del paese di proprietà degli organizzatori di XTERRA Czech.

Il resto è nuoto, mtb, trail e un viaggio di ritorno infinito. Le 6 del lunedì mattina, se non ricordo male, o le 7, insomma l’alba l’abbiamo vista viaggiando.

Così è nato Cross-tri. Non si può dire sia nato per caso. Non lo si può dire perché l’idea si era fatta strada nella testa da qualche mese, quasi contemporaneamente alla scelta di dedicare l’intera stagione sportiva al triathlon cross, da “atleta”/reporter. Dal 2013, cioè da quando decisi di provare l’ebbrezza di un XTERRA, diverse volte ho provato a starci lontano. Perché? Sapevo che sarebbe finita male…e così è stato.


Emanuele Iannarilli

Cross-tri


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